Condensa interstiziale: conoscerla e prevenirla grazie all’approccio del progettista termotecnico

Condensa interstiziale

La condensa interstiziale è una delle variabili chiave da prendere in considerazione nella progettazione termotecnica di un edificio. Il suo calcolo risulta piuttosto complesso poiché dipende dall’interazione di numerosi fattori, quali la resistenza all’vapore dei materiali da costruzione, la disposizione dei vari strati, la presenza di ponti termici, i regimi di ventilazione e umidità interna.

 

Valutare correttamente il rischio di formazione di condense fra gli elementi dell’involucro edilizio è determinante per prevenire patologie e garantire il comfort abitativo nel tempo. Tuttavia, a causa della combinazione di fattori fisici da ponderare accuratamente, il fai-da-te nel calcolo della condensa interstiziale può risultare poco affidabile e generare errori di progettazione.

 

Rivolgersi invece a tecnici esperti nella progettazione termotecnica, come gli ingegneri termotecnici, consente di effettuare analisi approfondite sull’edificio grazie a software specifici e competenze specialistiche. Una valutazione professionale costituisce dunque la scelta più sicura per prevenire il rischio di condensa patologica e garantire l’isolamento, il comfort e la durabilità dell’abitazione nel tempo.

 

Calcolo condensa interstiziale e cenni di fisica del fenomeno

La corretta progettazione di sistemi di climatizzazione richiede la comprensione dei fenomeni termofisici alla base, quali il calcolo della condensa interstiziale.

 

Quest’ultimo risulta fondamentale per la progettazione termotecnica al fine di valutare il rischio di formazione di condensa all’interno degli involucri edilizi. Il fenomeno dipende dalle leggi della termodinamica: se la temperatura del punto di rugiada interno supera quella del materiale parietale, si creano le condizioni per la condensazione. Il progettista termotecnico deve pertanto valutare tutti i fattori che determinano il grado igrotermico dell’involucro, come la resistenza alla diffusione del vapore acqueo dei materiali, i flussi di calore generati da ponti termici e gli apporti di umidità da fonti interne.

 

Il grado igrotermico dell’involucro è un parametro fondamentale per valutare il rischio di formazione di condensa all’interno delle murature.

 

Esso dipende dalla combinazione di due fattori:

 

  1. Temperatura superficiale interna dell’involucro: è influenzata dalle sollecitazioni termiche interne (apporti di calore da impianti, occupanti, attrezzature ecc.) e dalle caratteristiche isolanti dei materiali. Un basso spessore isolante o la presenza di ponti termici possono abbassare localmente la temperatura.
  2. Umidità relativa dell’ambiente interno: dipende dalla quantità di vapore acqueo immessa nell’ambiente per varie fonti quali persone, piante, attività domestiche ecc. Valori elevati aumentano il rischio di condensa.

 

Il grado igrotermico si valuta incrociando questi due fattori in diagrammi psicometrici. Se la curva relativa alla temperatura dell’involucro si pone al di sotto di quella del punto di rugiada (intersezione tra umidità relativa e temperatura), le condizioni sono favorevoli alla formazione di condensa, con possibili problemi di degrado e muffe. Spetta al progettista termotecnico prevenire il verificarsi di tale evenienza.

 

Condensa interstiziale: Prevenzione in fase progettuale

Il rischio di formazione di condensa interstiziale negli edifici può essere efficacemente prevenuto in fase di progettazione termotecnica, attraverso un’analisi approfondita dei fattori predisponenti. È necessario valutare con software di simulazione il comportamento igrotermico dinamico dell’involucro, considerando apporti di umidità e sollecitazioni termiche stagionali.

 

Occorre progettare adeguati sistemi di isolamento a cappotto con elevate prestazioni di resistenza alla diffusione del vapore acqueo, al fine di ridurre il grado igrotermico interno alle murature. Assumono ruolo cruciale altresì l’individuazione di eventuali ponti termici, responsabili di locali abbassamenti di temperatura superficiale, nonché l’apposizione di idonee barriere al vapore in corrispondenza di tali zone.

 

Un’accurata progettazione termotecnica, svolta da tecnici esperti nell’ambito, consente di ridurre sensibilmente i rischi di condense patologiche, garantendo nel tempo comfort abitativo e assenza di degrado ai materiali da umidità. Risulta dunque fondamentale per assicurare la durabilità dell’edificio.

 

Condensazione interstiziale: rilevamento e soluzioni di risanamento

Nonostante un’attenta progettazione termotecnica, il rischio di condensa interstiziale negli edifici può concretizzarsi a causa di fattori imprevedibili. Appare dunque fondamentale prevedere metodi di rilevamento, al fine di individuare tempestivamente l’insorgere di patologie. Tra le tecniche disponibili spiccano l’utilizzo di igrometri digitali, collocati all’interno delle murature, e indagini termografiche, in grado di localizzare dispersioni e abbassamenti di temperatura superficiale.

 

Una volta accertata la presenza di umidità interstiziale, risulta indispensabile attuare interventi risolutivi, al fine di risanare eventuali danni ed evitare il propagarsi delle condense. Tra le soluzioni più efficaci vi è l’inserimento di pareti ventilate, realizzate applicando sul paramento esterno pannelli isolanti con intercapedine drenante, grazie alla quale l’umidità in eccesso può allontanarsi naturalmente.